sabato 3 maggio 2014

Google e le lenti a contatto

Google ha presentato un’interessante novità che è uscita direttamente dalle stanza dei Google X lab dove si lavora sul futuro: stiamo parlando di uno speciale tipo di lenti a contatto che includono componenti elettronici e biosensori in grado di monitorare costantemente lo stato di salute dell’utente. Ma non solo perché includono anche una vera e propria fotocamera che consentirà di andare a scattare ad esempio foto con un gesto specifico ad esempio un rapido occhiolino. Ma non solo perché basterà fissare per qualche secondo una persona per avviare una ricerca di informazioni sulla stessa: si recupereranno le pagine sociali che la vedono protagonista grazie a un sistema di riconoscimento facciale evoluto. Ma si parla anche di medicina. Nello specifico si rivolgono ai pazienti che soffrono di diabete andando a calcolare il livello di glucosio nel sangueevitando in tal modo i continui controlli mediante piccola puntura di uno spillo nei polpastrelli. Tutto è miniaturizzato con tanto di micro antenna grande quanto un capello umano e luci LED che servono ad avvertire nel caso il livello sia salito in modo pericoloso. Non è la prima tecnologia che riguarda le cosiddette “lentine”
Un computer dentro la lente a contatto? Potrebbe arrivare nel prossimo decennio: lo schermo è già bello che pronto grazie a una tecnologia sviluppata dall’Università di Gand in Belgio, più precisamente presso il Centre of Microsystems (Cmst). Come funziona il prototipo? Per ora è piuttosto basilare con una lente che include un display LCD ovviamente ricurvo e flessibile per aderire alla superficie dell’occhio. Proiettando in trasparenza immagini, scritte e quant’altro, le lenti a contatto LCD potranno permettere a chi le indossa di vedere in sovra-impressione uno strato di informazioni arricchite in realtà aumentata. Le possibili applicazioni sono molteplici, scopriamole. Nell’attesa dei computer sempre più piccoli e indossabili, che magari potranno essere fissati dietro l’orecchio oppure a mo’ di ciondolo, lo schermo è già pronto. E magari chissà fra quanto tutto sarà direttamente integrato proprio nella lente. Le lenti a contatto LCD a realtà aumentata dell’Università di Gand possono compiere diversi ambiti. Con un solo grande cristallo liquido si scuriscono in caso di sole intenso fungendo da schermo protettivo oppure possono visualizzare contenuti visibili solo all’utente stesso. Rimane da perfezionare il resto ossia la parte più delicata: la trasmissione dati (necessariamente wireless) e l’approvvigionamento energetico. Ma il tempo potrebbe dare le risposte.
La Realtà Aumentata è una delle più interessanti innovazioni tecnologiche di fine decennio scorso in ambito software, se incontra poi un’applicazione non solo divertente ma soprattutto utile, unendosi con il 3D allora forse si è trovata una vera tecnologia in grado di rompere col passato. Ancora una volta il supporto fisico scelto è la lente a contatto ossia il mezzo più immediato e diretto per giungere in prima persona all’utente. Ma come funziona e come potrebbe evolversi questo progetto dell’Università di Washington destinato in primis ai malati di diabete e più in esteso alla platea mondiale?
Descriviamo il progetto in poche righe: la lente a contatto LED si applica come una normale “lentina” salvo mostrare il suo potenziale proiettando direttamente in retina – e dunque, dalla prospettiva dell’utente, nel campo visivo – informazioni e migliorando la visuale stessa. Calcolano il livello di glucosio nel sangue studiando il fluido lacrimale (ecco come) e evitando così i prelievi continui di sangue, solitamente dal dito.
lenti contatto led
In tal modo i diabetici potranno monitorare in ogni istante il livello di zucchero, con la possibilità di comunicare più velocemente con strumenti come i microinfusori. Potranno anche essere aiutati i pazienti con patologie all’occhio. Sopra vediamo una lente utilizzata per curare il glaucoma. In futuro le lenti a contatto 3D potranno sbarcare anche nel mercato consumer: fungeranno dadisplay a realtà aumentata tridimensionale con i LED disposti in griglia che rimangono invisibili se spenti. Intanto si studiano anche modelli alimentati a energia solare.